Classificazione: I.g.p. Campania rosso
Vitigni/Portainnesto:: Primitivo 80 % (biotipo campano); Piedirosso 20 % (biotipi misti campani)
Portainnesto: su piede franco
Zona di produzione/Etichetta: Falciano del massico / località: Collina Cofanari, Collina S. Angelo
Etichetta “Selezione I QUADRI da 2 micro cru”
Età delle Viti: Circa 30 anni.
Ceppi per ettaro: 5000 / ha circa
Sesto di impianto e forma di allevamento: 2.10 x 0.90 Contro spalliera allevata a Guyot basso
Suolo: Pedemontano. Cofanari: argilloso compatto in superficie con ricche componenti scheletriche. S.Angelo: substrato piroclastico misto a sabbie.
Altitudine: Cofanari: 120 mt slm, S.Angelo: 280 mt slm
Lavorazione: Manuale. Nessun diserbo chimico. Trattamenti: conversione in biologico. Concimazione: sovescio e letame.
Epoca di raccolta: Inizi / metà Settembre Raccolta manuale dell’uva in cassette 18 kg. Accurata selezione dei grappoli
Resa uva / vino max.: 55/60 q.li uva / vino : 60 %
Vinificazione: Cernita delle uve. Successiva selezione degli acini prima della tramoggia. Poi si prosegue con pigiodiraspatura soffice e fermentazione per 10 gg circa in acciaio inox. Pressatura soffice in torchio di legno e successiva conversione malolattica in acciaio.
Permanenza sui lieviti: 1 mese su prime fecce, poi travaso e ritorno in acciaio per 5 mesi
Imbottigliamento: Fase pre Imbottigliamento: travaso naturale. Non filtrato, né chiarificato. Imbottigliamento dopo 12 mesi dall’inizio delle fermentazioni.
Affinamento: Vetro
Produzione Annua: 3450 bottiglie da 750 ml

Categoria

Descrizione

OPIMIANO Fal. 121 a.C.

Dalle vigne Cofanari e Sant’Angelo

“Nomen omen” come si suol dire, perché celebra un momento importante della storia del Massico quella del 121 a. C. quando il console Opimio amministrava i distretti di questo areale e, cimentandosi anche nella produzione di vino, ne fece il suo simbolo di potere. “Opimiano” nel tempo è diventato sinonimo di un vino rosso prodotto nell’antica Roma, in particolare del vino prodotto proprio durante la vendemmia dell’anno 121 a.C., sotto il consolato di Opimio. Era un vino rinomato per la sua età e veniva servito in occasioni speciali, come ad esempio nel banchetto della “cena di Trimalcione” descritto nel Satyricon di Petronio.

“Ho spezzato un frammento di focaccia sottile,
ho scolato un orciolo di vino: il mio pranzo.
Ora faccio vibrare mollemente la mia cetra d’amore,
canto la serenata alla mia ragazza.”

Colore: Rubino
Aroma: fruttato, elegante, versatile, con note di spezie dolci e frutti rossi
Gusto: pieno, avvolgente
Temperatura di servizo: 16/18 C°

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