Mappa dei comuni Della DOP Falerno del Massico.
IL DISCIPLINARE
La DOC Falerno del Massico può essere prodotta nelle seguenti tipologie:
• Bianco: minimo 85% di Falanghina
• Rosso: Aglianico minimo 60%; – Piedirosso massimo 40%
• Rosso riserva: invecchiamento non inferiore a due anni di cui uno in botti di legno
• Primitivo: Primitivo minimo 85%. Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve dei vitigni Aglianico, Piedirosso e Barbera, da soli o congiuntamente, presenti nei vigneti fino ad un massimo
del 15% del totale.
• Primitivo riserva o vecchio: invecchiamento non inferiore a due anni di cui uno in botti di legno.
È consentita l’irrigazione di soccorso anche a mezzo di specifici impianti fissi. La resa massima di uva ad Ha in coltura specializzata non deve essere superiore a T. 10
INFORMAZIONI SULLA DOC
Zona di produzione: comprende il territorio amministrativo dei Comuni di Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone, Falciano del Massico e Carinola in Provincia di Caserta.
Vinificazione: le operazioni di vinificazione, di invecchiamento obbligatorio e di imbottigliamento devono essere effettuate nell’ambito dei territori amministrativi dei Comuni anche parzialmente inclusi nella zona di produzione delle uve.
Affinamento: “Falerno del Massico Rosso” e “Falerno del Massico Primitivo” prima dell’immissione al consumo, debbono essere sottoposti ad un periodo minimo di invecchiamento di un anno a decorrere dal 1° gennaio successivo all’annata di produzione delle uve.
CARATTERISTICHE PEDOCLIMATICHE DEI TERRENI DELL’AREA DI PRODUZIONE DEL FALERNO DEL MASSICO
Pedologia e geologia del territorio
L’apparato vulcanico di Roccamonfina rappresenta il vero apparato generatore della zona. Questo Vulcano, ormai spento, con i suoi 450 Kmq è per dimensione il quarto Vulcano italiano mentre per altitudine è il quinto dopo l’Etna, il Vulture, il Vesuvio ed il monte Amiata. L’inizio dell’attività vulcanica si può far risalire al quaternario antico (neozoico) a circa 1.070.000 – 1.260.000 anni fa. Dell’attività del Vulcano, si distinguono le lave della 1^ fase e le lave della 2^ fase. Nella prima fase di attività, oltre che al condotto eruttivo centrale, vi furono anche bocche eruttive eccentriche come il Monte Ofelio, nelle vicinanze di Sessa Aurunca ed il Monte Sferracavallo, nonché crateri di esplosione come il lago di Carinola e la fossa dell’Annunziata, sita tra Carinola ed il lago di Carinola.
Sessa Aurunca – Cellole (Lato nord-ovest)
Orograficamente la zona prende origine dal massiccio vulcanico di Roccamonfina a Nord-nordovest, mentre la struttura calcarea del Monte Massico con direzione Sud-ovest-nord-est taglia quasi nettamente in due il territorio, per cui la pianura e la collina di Sessa Aurunca risultano racchiuse, come in una conchiglia, da questa dorsale e dal Monte S. Croce (Roccamonfina).
pH: prevalgono i terreni a reazione neutra e sub-alcalina con una punta di pH 8,1.
Calcare totale: sul versante Sud-Ovest si ha in genere un’assenza o debole presenza di calcare in particolare nei terreni prossimi alle pendici del vulcano di Roccamonfina. Mentre sulla zona pedo-collinare del Monte Massico, prossima al litorale, la presenza di calcare è più marcata con punte di pH di 7,5-8. Si nota anche una debole presenza di calcare nei terreni sabbioso-limoso argillosi originati dalle colmate del fiume
Humus: generalmente scarso
Anidride fosforica assimilabile: poca o scarsa
Ossido di potassio scambiabile: i terreni ne sono tutti ben forniti.
Temperature: questo versante gode di un clima di notevole dolcezza con estati non eccessivamente calde ed inverni miti. Molto rari i casi in cui il termometro scende sotto lo zero. Di numero molto elevato i giorni di sole. Rarissima la neve così come le gelate primaverili. Prolungata anche l’estate tanto che solo alla fine di ottobre il termometro segna una media diurna minima di + 16.2°.
Precipitazioni: buona la piovosità che di solito nell’arco dell’anno supera, anche se di poco i 1000 mm. Purtroppo, la distribuzione delle piogge, come d’altronde in tutto il meridione, vede addensare nell’autunno inverno il 70% delle precipitazioni.
Venti: per la sua ubicazione litoranea di ponente è proprio il vento di questo quadrante che vi predomina senza però aver mai provocato o provocare danni per intensità. Piuttosto dannosi invece i venti di tramontana e maestrale che per intensità e temperatura possono a volte, sul finire dell’inverno e in primavera, compromettere la fioritura.
Carinola, Falciano del Massico e Mondragone (Lato sud-est)
La parte di Carinola, Falciano del Massico e Mondragone è protetta dai venti freddi di tramontana e maestrale dalla stessa catena montuosa. Dal punto di vista geologico il territorio è caratterizzato da stratificazioni risalenti al Trias superiore, che rappresenta il livello più antico (Monte Massico) sino ad arrivare all’epoca più recente, il quaternario alluvionale. In tutta questa struttura è possibile rinvenire fossili di varie specie.
In questo versante si può vedere innanzitutto che la parte pedo-collinare e la parte collinare riguarda la struttura calcarea del Monte Massico e che, tutta la fascia mediana, è stata originata dall’attività vulcanica del Roccamonfina, mentre la parte più a Sud è di origine alluvionale. La struttura del Monte Massico ha caratteristiche simili a quelle del versante di Sessa Aurunca. Massiccio calcareo-dolomitico con terreni di una certa profondità nelle convalli, sulle pendici a dolce declivio e nei coni di deiezione ove però è più facile rinvenire materiale grossolano.
Circa i terreni della fascia centrale riferibili all’attività del vulcano di Roccamonfina (non dimentichiamo tra l’altro che qui sono ubicati i due crateri di esplosione del Lago di Falciano e della fossa dell’Annunziata) si tratta di terreni vulcanici autoctoni, profondi, capillari, ricchi di humus, adatti a tutte le coltivazioni. Per quanto riguarda la natura dei terreni, si può osservare che sono pochi quelli con alto contenuto di argilla e calcare, mentre la maggior parte sono di natura silicea e franco-sabbiosi.
pH: si tende a terreni neutri o leggermente sub-acidi con una punta di pH minimo di 6,0.
Calcare totale: assenza o tracce di calcare tranne che sulle colline prossime alle pendici del vulcano.
Humus: generalmente scarso, tranne le punte di 9,2% in località Parco Nuovo e Parco Del Giogo.
Anidride fosforica assimilabile: si registrano punte di 200-210 Kg. per ettaro, quindi una più che buona dotazione.
Ossido di potassio scambiabile: i terreni ne sono tutti ben forniti.
Temperatura: protetta dal Monte Massico e dal Roccamonfina che sbarrano i venti freddi di tramontana e di maestrale, questa zona gode di temperature ancora più miti dell’altro versante sicché il suo clima è
molto temperato, sia in assoluto che nella sua uniformità nel corso dell’anno, soprattutto sulla fascia costiera di Mondragone.
Precipitazioni: buona la piovosità che di solito nell’arco dell’anno supera, anche su questo versante, di poco i 1000 mm. Anche qui la distribuzione delle piogge, come nell’altro versante e in tutto il meridione, vede addensare nell’autunno inverno il 70% delle precipitazioni.
Venti: predominano ponente e scirocco mentre la tramontana ed il maestrale, freddi, trovano un grosso ostacolo nel sistema montuoso che racchiude a Nord questo versante. Anche qui, come sul versante Sud-Ovest, la presenza costante di brezza impedisce il formarsi della nebbia.

