Abbiamo creato per voi una piccola biblioteca virtuale,

Soffermandoci soprattutto sul vino CAMPANTUONO (nostro punto di riferimento aziendale), con qualche accenno agli altri vini principali, vi raccontiamo le annate che vanno dal 1999 ad oggi. Crediamo nella forza del Falerno del Massico e del suo vitigno Primitivo del Massico nonché nelle potenzialità del nostro territorio di origine vulcanica. I micro-vigneti, di età tra i 15 e i 130 anni, posizionati in diverse zone del monte Massico, ne valorizzano tutte le peculiarità dando origine a vini originali, a esperienze degustative più che solo ad assaggi.

Iniziamo il racconto dal 1999, anno in cui abbiamo cominciato a fissare appunti ed impressioni sui nostri taccuini di vendemmia e cantina.

Vorremo scopriste con noi che è certamente un dono della terra questa adattabilità delle uve Primitivo del Massico alle diverse condizioni metereologiche che caratterizzano ogni vendemmia ed in particolare l’ultimo decennio. Da un lato leggerete le peculiari sfumature dovute alle diverse annate, dall’altro le diverse declinazioni dovute al terroir. I nostri vini non sono uguali ogni anno perché è nostra cura mantenere le differenze che il nostro areale nel suo complesso terreni-microclima-vitigno è in grado di conferire loro. Il nostro lavoro nei vigneti è quello di rispondere al meglio a ciò che la natura offre.I nostri vini hanno una gradazione abbastanza alta ma, grazie alle peculiarità del vitigno Primitivo del Massico, sono sempre ben bilanciate da un corpo che le sostiene e da una morbidezza al palato che non le fa percepire.

“Campantuono” e “Narciso e Boccadoro” sono rossi destinati a durare nel tempo migliorando in equilibrio, profondità e complessità, vini per grandi occasioni e palati che cercano esperienze memorabili. Con “Conclave” e “Opimiano” sfruttiamo la versatilità del Primitivo del Massico per proporre vini adatti a tutte le situazioni, più freschi e profumati, ma non per questo meno interessanti.

Con i nostri due bianchi “Memoriae” e “Damnatio Memoriae” proponiamo rispettivamente un uvaggio di diversi cloni di Falanghina in purezza e in blend con Moscato di Terracina e Pallagrello per offrire vini da terreni vulcanici con peculiari caratteristiche adatti a qualsiasi abbinamento.

Dei nostri rossi conserviamo gelosamente qualche bottiglia nelle grotte in tufo a 13 mt. di profondità sotto il casale padronale per seguirne l’evoluzione nel tempo e imparare dal passato a preparare il futuro

Gli abbinamenti che proponiamo sono solo indicazioni per dire la tipologia di piatto che meglio si lega al vino descritto, ma ognuno può e deve sentirsi libero di sperimentare e abbinare come meglio crede. Il piacere di assaggiare un grande vino dev’essere al di là di qualunque abbinamento.


ll 1999 è l’anno in cui per la prima volta siamo affiancati da un enologo esterno. Inizia per noi un percorso del tutto nuovo perché comincia a prevalere la volontà di imbottigliare seriamente tutta la nostra produzione. Così, con il dott. Nicola Trabucco – anch’egli alle prime armi – si comincia a sperimentare un nuovo modo di vinificare: innanzitutto uso totale dell’acciaio in cantina, poi fermentazione malolattica in barrique.

Partiamo però dalle vigne: quelle dei bisnonni tra gli 80/90 anni e 40 anni quelle piantate da mio padre.  Iniziamo a guardare non più il profilo quantitativo, ma quello qualitativo. Si imbottigliano le prime 1.500 bottiglie grazie anche ad un’annata abbastanza calda, con poche escursioni termiche.

La vendemmia 1999 si presenta pulita e integra. Il colore del vino è scuro e complesso, impenetrabile. Per la prima volta sperimentiamo l’uso della barrique (che poi nel tempo abbiamo mitigato). Il profilo olfattivo è dolcemente balsamico. Le sensazioni gustative di: marasca, sottobosco, prugna e pepe.

La vendemmia 2000 è stata simile alla ‘99 e il vino segue l’impronta qualitativa del precedente.   L’estate è iniziata calda e secca, poi nella seconda parte è compensata da una maggiore escursione termica. Poco prima della raccolta un lungo periodo di piogge determina il risultato positivo ottenuto perché le uve, sofferenti per la siccità ma sane, recuperano la qualità necessaria ad una buona vendemmia.

Resta l’idea di far esprimere il frutto, ma anche la tostatura della barrique (dai 6 mesi passiamo a 1 anno di affinamento). Il vino si presenta più poderoso al naso e più complesso al palato. Di buon tenore alcolico ma anche con una bella spalla acida.

La vendemmia è bellissima e l’uva è perfetta. Il vino segue il perfetto andamento climatico, è certamente una delle migliori vendemmie fatte con Nicola Trabucco.

Passiamo da un allevamento ad alberello appoggiato a filo con potatura a doppio cordone incrociato a due esperimenti nuovi per il nostro territorio: il Guyot e il cordone speronato (preferendo poi alla fine il primo).

Annata calda e siccitosa. Poche le escursioni termiche. Piove anche d’estate ma l’acqua è concentrata in pochi giorni sparsi e non fa danni. Vendemmia tra la metà e la fine di settembre.

In degustazione il vino si presenta: rosso scuro, intenso. All’olfatto una iniziale fragola lascia il passo a mirtilli, ciliegia e mora. Presente lo stampo della tostatura delle barrique in rovere francese di Allier e Never alla quale corrisponde la dolcezza tipica del Primitivo fatta di confettura ed effluvi erbacei.

Perfetta in abbinamento con carni miste alla griglia e formaggi stagionati.

Annata difficile la 2002. Piovosa dopo una primavera calda. Specie nella seconda parte dell’estate le forti precipitazioni segnano le uve. Siamo costretti a una grossa cernita manuale durante la vendemmia. Poi però Il vino cambia le nostre aspettative sviluppandosi in modo positivamente inaspettato.

Siamo affiancati da un nuovo enologo, che dall’Umbria scende per la prima volta in Campania. Il dott. Maurilio Chioccia, che dà prova di sé con questa difficile annata. Il vino inizialmente risulta più agile e snello, meno alcolico delle annate precedenti, ma ha Il colore di un vivo rosso impenetrabile. I profumi, nascosti all’avvio, si aprono poi con una felice lunga persistenza sulle note di frutta rossa, sottobosco, avvolti dalle note speziate di liquirizia e caffè. Il carattere vinoso dei primi anni, in seguito scompare e lascia spazio ai frutti di bosco e un finale fragrante con tannini morbidi e vellutati.

Da consigliare su arrosti misti.

Grande annata la 2003. È un anno caldo, un caldo da record. Assenza di piogge dalla primavera fino a metà settembre. Vendemmia epocale cominciata il 25 agosto. In campagna ormai abbiamo scelto solo l’allevamento a Guyot, naturale conseguenza dello storico alberello appoggiato.

L’ uva è leggermente appassita su pianta. Il vino si presenta con un frutto potente, inizialmente fragola e ciliegia poi mora, tanta prugna, il tutto avvolto da sentori balsamici e di frutta candita che solo la notevole carica minerale riesce ad equilibrare.

Rubino scuro con sottili pennellate granato. Anche la consistenza glicerica è apprezzabile a vista. Un vino unico nella sua inconfondibile identità. All’assaggio ritroviamo il territorio e il varietale, il terreno vulcanico, l’esposizione a sud del Massico, i venti del mare che donano morbidezza a cui corrisponde una freschezza che pulisce il palato.

In bocca è concentrato, polposo, potente, con note balsamiche ed un interminabile finale di resina e cioccolato fondente.

Da abbinare con arrosti di carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati.

Annata complessa con una primavera piovosa e umida; continua a piovere molto anche a giugno.

L’estate siccitosa e assolata non riesce a far maturare le uve nel consueto periodo, anche per i ripetuti sbalzi termici la sera anche di 8 gradi. Le sporadiche grandinate a fine agosto e le piogge ci costringono a una maniacale selezione dei grappoli. Vendemmia tardiva, si inizia a fine settembre.

Il risultato è un vino austero di 14 gradi raggiunti con tenacia, un vino complesso e profondo.

Il rubino è denso, ma luminoso. Il profumo è fitto, minerale, che termina con cuoio, spezie, caffè.

Di minor struttura al palato del predecessore, ma molto elegante. Regge bene gli anni ed è destinato naturalmente ad invecchiare.

Annata buona a parte l’iniziale caldo anomalo e una epocale grandinata a giugno che distrugge un potenziale del 20%.

Estate caratterizzata da giornate calde e serate fresche, ventilate. A seguire nella seconda parte dell’estate buona quantità di precipitazioni, che posticipano la vendemmia di qualche giorno.

Ne segue un vino che appare maturo da subito con minori sensazioni di frutta, ma con rosa appassita e una carica speziata/minerale più evidente. La degustazione inizia con le sensazioni visive alle quali questa annata offre un tessuto cromatico complesso, dal rosso rubino vivo all’orlo porpora.

Anche la consistenza glicerica è apprezzabile a vista. Un vino unico nella sua inconfondibile identità.

All’olfatto si percepisce un profumo pulito nel quale troviamo, oltre ai sentori di rose appassite: mora, fragola, amarena, aloe, fico d’india, confettura di frutti di bosco e un finale di spezie. All’assaggio, ritroviamo il territorio ed una morbidezza cui corrisponde un’esplosione di freschezza ben calibrata. In bocca è concentrato, raffinato, polposo, rotondo, persistente.  Si presenta di beva immediata, ma meglio degustarlo dopo qualche anno.

Il 2006 è climaticamente complesso. Inizio al cardiopalma con anticipo di caldo intenso a maggio, poi freddi anomali tra fine maggio e inizi giugno, dieci giorni di piogge intense e leggere grandinate che però non fanno danni. Freddo fuori stagione. Abbiamo però la fortuna di raccogliere le prime uve da un nuovo vigneto piantato nel 2002 in località S. Maria Boccadoro a circa 280 mt. s.l.m.

Giunge nel calice con una veste di profondità estrema, vira sul rosso rubino intenso impenetrabile. Naso espressivo di prugna appassita e ciliegia nera, finocchietto selvatico, amarene e note di grafite. Agile, potente e muscoloso, ma meraviglia la sua prontezza di beva ed il finale balsamico.

Perfetto l’abbinamento con faraona ripiena al forno.

Clima anomalo. Inverno caldo e primavera piovosa accelerano il processo vegetativo della pianta. Poi assenza di piogge da fine maggio. Prima decade di giugno abbastanza fresco poi inizio di caldo intenso fuori norma che tocca punte da record, poca l’escursione termica. Molta umidità a fine agosto.

Maturazione anticipata di circa 15 gg. Ne esce però un gran bel vino: netto, pulito, caldo, armonico. Suggestivo il colore rosso vivo che denota freschezza. Netti ed evidenti i profumi di frutta rossa, fiori appassiti, grafite, grande esplosione di frutta matura sotto spirito: amarene e prugna, ribes. Il tutto condito da spalla acida equilibrata e precisa, anche se appare più nervosa nei primi anni. Condizione questa assolutamente necessaria a supportare l’evoluzione in bottiglia. Nel complesso ci rappresenta quindi una predisposizione ad un lungo invecchiamento. Lo abbiamo provato dopo anni e mantiene benissimo il tempo.

Consigliato su brasati e formaggi stagionati.

Inverno mediamente piovoso con estate calda/mite e settembre abbastanza afoso/caldo.

La maturazione delle uve procede con costanza e decisione. Si vendemmia a metà settembre, l’uva è sana.

Il vino che ne consegue svetta sui 15 gradi pieni, è rotondo, armonico, sa di frutta rossa matura, è già pronto alla beva da subito. Non ha una complessità come la 2007, ma si fa supportare bene da freschezza e tannini setosi. Si evincono nettamente spezie complesse, grafite, frutti di bosco.

Ottimo l’abbinamento con la pasta al forno, ragù napoletano, carni rosse, selvaggina.

Primavera mediamente piovosa con temperature miti, condizione che ha fatto germogliare le viti una decina di giorni prima rispetto all’annata 2008, tale anticipo si è mantenuto anche nelle successive fasi vegetative.

Estate che alterna periodi siccitosi a periodi piovosi con ripresa della pioggia dal 10 settembre a settimane alterne.

Data la poca quantità di uve decidiamo di non far uscire il Campantuono, dando spazio alla seconda etichetta Conclave, figlia di vigneti più giovani.

Il vino ha sfruttato al meglio la lunga permanenza dell’uva sulla pianta, che ha consentito così una completa maturazione. Nei primi anni il vino risulta molto giovane se pur con tutte le caratteristiche aromatiche tipiche del vitigno. È già però chiaro che il tempo non potrà che migliorarlo. Le note erbacee, infatti predominano, chiaro segno del potenziale evolutivo in bottiglia che darà piena maturità con gli anni.

Si consiglia di abbinarlo a cacciagione, lepre, formaggi ben stagionati.

Inverno e primavera risultano particolarmente umide e piovose con temperature nelle medie stagionali.

In estate e nella prima decade di settembre il sole e le alte temperature non mancano, animate però anche da venti freschi durante le ore serali e intervallati da qualche pioggerellina. Poi a settembre le piogge hanno portato ad un allungamento dei tempi di maturazione su zone più tardive e in pianura.

La salute delle uve però consente di conservare a lungo l’uva sulla pianta. Si vendemmia verso il 12/14 settembre.

Il vino si presenta elegante di color porpora impenetrabile. Al naso si apre con aromi di sottobosco e di affumicato, seguono sentori di tabacco e pepe, fiori appassiti, grafite, marasca, cannella, tabacco di pipa.

Soprattutto le note di amarene mature, prugna, tabacco e cuoio che ritroviamo anche al palato. Finale lunghissimo temperato da fitti tannini setosi e cacao amaro.

Da abbinare su costata di maiale al forno.

Nel 2011 produciamo solo con la seconda etichetta Conclave. Figlio di diversi vigneti di età variabile, negli anni assume una connotazione peculiare che lo avvicina sempre più al fratello maggiore.

Splendida estate, assolata, calda al punto tale da far vendemmiare già agli inizi di settembre anche se inverno, primavera e inizio estate sono stati molto piovosi, soprattutto a metà giugno. Poi più niente, la pioggia manca da metà luglio fino a settembre.

La temperatura sale seriamente a metà agosto e si mantiene molto alta e afosa fino al 25 settembre, determinando, con l’inevitabile calo notturno, un’ottimale escursione termica.

La vendemmia si avvia il 7 settembre. L’andamento umido della seconda decade di agosto rende meno agevole l’integrità delle bucce e per questo selezioniamo molto le uve. Le notevoli escursioni termiche contribuiscono a determinarne eleganza ed equilibrio.

È un rosso cupo, denso, con espressione giovanile contenuta sull’orlo più estremo. Il profumo è netto, balsamico, incisivo e complesso. Si svela nelle sue varianti durante l’ossigenazione nel bicchiere. Ad ogni approccio è sempre più complesso. Lungo e vivace, non stanca mai la degustazione. L’amarena e la prugna sono sempre presenti insieme ad una lingua erbacea e di spezie fini.

Inverno mite fino agli inizi di febbraio, quando una eccezionale ondata di gelo investe tutta l’Europa e fa nevicare leggermente anche da noi. Finale d’inverno piuttosto siccitoso ancorché freddo. Marzo caldo. Aprile freddo pungente. Maggio piovoso e fresco. Giugno avvio instabile. Il 20 giugno scoppia l’afa.

L’estate è calda afosa ma anche piovosa e molto instabile. Un’annata così complessa sotto il profilo climatico porta a una vendemmia leggermente tardiva per consentire la corretta maturazione delle uve. Grande è la cernita in vigna, la resa è bassa circa al 40%.

Preferiamo uscire ancora soltanto con l’etichetta CONCLAVE. Si vendemmia in due tappe: 8/9/10 settembre e poi 19/25 settembre, intervallando i tagli durante le piogge.

Il vino però che ne esce – figlio di queste micro-vendemmie – ci dà grandi soddisfazioni, il lavoro serrato in vigna si nota e si sente la leggera sur-maturazione degli ultimi tagli.

Il colore del CONCLAVE 2012 è quello di sempre: rosso cupo, ma con orlo granato.

Panorama aromatico ampio che va dai frutti di bosco alle note balsamiche della resina con picchi speziati e una presenza vegetale, dopo essere stato ossigenato nel bicchiere tanta frutta candita, spezie orientali, dattero. Morbido al punto giusto con immancabile nota erbacea tipica delle annate fresche, spina dorsale utile a mantenere la giovinezza del vino.

La vendemmia 2013 è segnata da una stagione climatica dominata dalle piogge: invernali, primaverili ed estive.

Arriviamo a metà luglio con una consistente riduzione del carico di uve anche se non importante come l’annata precedente.

Agosto fortunatamente è caldo, le uve hanno potuto beneficiare del sole per concentrare gli zuccheri in maniera ottimale. Il vino evolve velocemente in bottiglia regalando belle sensazioni ad ogni nuovo assaggio.

La caratteristica principale è la prontezza espressiva ed aromatica principalmente orientata sui sentori dei frutti a bacca rossa con intrusioni nel fresco e balsamico sottobosco.

Questa annata si fa notare per un corpo prorompente capace di supportare un buon invecchiamento. Frutta e spezie sono bilanciate bene, ma prevale il muscolo che dona profondità.

Anche il millesimo 2014 è segnato dalla pioggia.

Malgrado l’inverno sia mite nelle temperature, non lo è altrettanto nelle precipitazioni che sono insistenti e consistenti specie per tutto il periodo vegetativo non arrendendosi né alla primavera e neppure all’estate.

Solo gli inizi di agosto segnano una tregua consentendo la corretta maturazione delle uve.

Si scende in vigna più e più volte per governare uva e vegetazione al fine di sfruttare al meglio l’energia solare disponibile, con una paziente cura delle piante.

Vendemmiamo a fine settembre con un’importante cernita delle uve.  Il vino 2014 a dispetto della stagione piovosa si presenta alle prime degustazioni: caldo, solare, ricco e granitico nella sua consistenza. I frutti polposi e neri sono quelli di bosco con note balsamiche/erbacee e mentolate.

Affascinante l’equilibrio tra le componenti acido/tanniche e quelle morbide/fruttate del suo corpo. La persistenza è lunga, elegante al retrogusto.

L’ annata 2015 è caratterizzata dal caldo particolarmente intenso nel mese di luglio e dalle scarse precipitazioni.

Un clima ottimale per produrre uva sana, pulita, croccante. Torna il Campantuono e si presenta alla vista rosso granato denso e compatto, al limite dell’impenetrabile. La ricchezza delle note olfattive si evidenzia scoprendosi nelle sue varianti ad ogni successivo passaggio nel calice.

L’aroma è quello classico, ma c’è tanta materia. L’alcol per la prima volta svetta sui 17.5 gradi, l’estratto secco totale è da urlo. Al naso è colmo di eleganti note di: ciliegia nera, fiori appassiti, frutti sotto spirito, confettura di amarene, scorza di arancia.

Al palato la sensazione è di un vino materico, polposo, ricco. Le note fresche rappresentate dalla elegante acidità creano la struttura di questo sontuoso vino per meglio bilanciarne l’armonia.

Nonostante la giovinezza (è vino da dieci e più anni di invecchiamento), l’equilibrio dimostrato è notevole. Le lunghissime sensazioni finali e retro-gustative sono soddisfacenti ed appaganti. Un gran vino per palati forti ed esigenti.

Abbinamento con conciato romano.

L’annata 2016 è da incorniciare come grande annata, eppure non nasce con tutti i favori.

Un inverno freddo e una primavera piovosa determinano una prima struttura. Un termine di paragone può essere l’annata 2015, ma questa è anche migliore perché di maggiore equilibrio. L’estate si presenta inizialmente calda, ma successivamente cambia e arrivano pioggia e umidità che compromettono alcuni acini.

Una partenza svantaggiata questa, difficile da affrontare per chi – come noi – vuole sempre preservare il frutto nei propri vini. Vendemmia in due tempi: partenza a metà settembre con accurata e maniacale cernita delle uve, prima le uve turgide poi le semi-appassite.

Ne consegue un vino dal colore intenso e impenetrabile, vivido e brillante. Il naso è opulento, potente, succo di mirtilli, confettura di prugne e scia minerale, alloro, thè verde ed echi terrosi.

Al palato mostra una progressione gustativa impressionante, che coniuga rotondità materica e glicerica e guizzi di freschezza con una spiccata vis alcolica.

La persistenza è lunghissima sia al naso che alla bocca.

Finale di cioccolata fondente al 70%. Un vero campione, figlio di un gran lavoro in vigna.

Abbinamento con agnello, cacciagione, brasati, conciato romano.


L’annata 2017 chiude il cerchio delle 3 annate super: 2015 /2016 / 2017. È anch’essa da incorniciare come grande annata.

Un inverno rigido, una primavera bilanciata e un’estate torrida hanno contribuito a una vendemmia calma senza scossoni, senza perturbazioni.

Le uve sane, croccanti e leggermente appassite hanno poi creato il vino muscoloso che siamo abituati a bere negli ultimi anni. Massa glicerica, alcol, struttura da record. Il vino si presenta nero, rotea con fierezza nel bicchiere, è materico e lascia una lacrima polposa. Al naso è pulito sa di: cannella, arancia sanguinella, frutti concentrati, amarene sotto spirito, datteri, fichi, ribes, marmellata di mirtilli e more, ciliegia scura e succosa. In bocca è equilibrato come non mai.

Glicerina, morbidezza, freschezza e tannino sono fusi bene tra loro e inondano la bocca in modo equilibrato, come una pedalata potente ma precisa. Lunghezza da record. Un vino che si lascia scordare per anni in cantina e aprire in una grande occasione.

Abbinamento consigliato: ancora giovane con carni rosse e primi importanti come il ragù napoletano, dopo qualche anno: agnello, brasato, formaggi molto stagionati.


Annata decisamente difficile.

L’inverno, nella prima parte piovoso e quasi mite, da gennaio arriva prepotente regalando neve fino a bassa quota. I vigneti si tingono di bianco, evento raro dalle nostre parti!

La primavera apre mite, equilibrata nella prima parte, con una seconda parte anomala e mediamente piovosa. Così anche l’estate che sembra essere in equilibrio climatico, ma poi si trasforma in umida e piovosa.

Le piogge ci accompagnano fino alla fine del mese di agosto e buona parte di settembre, mesi fondamentali per le nostre vendemmie, che daranno concentrazione ed equilibrio al nostro primo bianco aziendale chiamato MEMORIAE, ma scalfiranno la qualità delle uve a bacca rossa che subiranno una sostanziale cernita e di conseguenza il raccolto sarà inferiore alla media.

Le vendemmie proseguono – seguendo il meteo – e così spostiamo il cuore del raccolto alla fine di settembre. Grande è la selezione e la cernita delle uve. Resa sotto il 40%. Alcune vigne frutteranno a ettaro circa 20 quintali di uva, ma per fortuna i nuovi impianti danno un grosso aiuto.

A poco più di 2 anni dalla vendemmia i vini risultano così:

CONCLAVE: è netto al colore, appare rosso vivo porpora, abbastanza lucente e impenetrabile con orlo altrettanto luminoso; al naso esordisce con profumi di dattero poi sbuffi balsamici, quasi solfurei, riconosciamo la cera, burro bianco, di nuovo profumi di frutta con la buccia di cedro, arancia rossa, bergamotto, sul finale di nuovo datteri in confettura. Al palato la sensazione di un vino ancora giovane ma già vellutato e giustamente fresco/sapido; produce succulenza in bocca. Sicuramente vino da medio/lungo invecchiamento.

CAMPANTUONO: un vino per noi poetico, orgogliosi della tenacia nel conservare le uve fino alla maturazione perfetta, rischiando tutto il raccolto per via della pioggia. Il vino si presenta al colore quasi nero, impenetrabile con orlo rosso scuro e lucente. Al naso è intenso, complesso, speziato, fruttato di succo di mirtilli, datteri, fichi, tabacco, radice di liquirizia e prugne rosse. In bocca è potente coi suoi 16 gradi che ben si rilassano nella frutta rossa. Un concentrato di spezie, uno dei Campantuono più equilibrati di sempre. Vino godibile fin da subito, ma meglio se lasciato in cantina per diversi anni.


L’annata 2019 verrà ricordata tra le grandi annate.
Bilanciamento spostato sulla potenza.

Clima: Un inverno mite e mediamente piovoso; gennaio e febbraio leggermente più freschi anche se piovosi, annunciano un clima anomalo. La successiva primavera e l’estate sono caldissime e la siccità è il vero leitmotiv.
Risultato finale: Vendemmia calda, torrida con inizio delle operazioni al 28 agosto e termine metà settembre. Uve sanissime, in alcuni areali surmature più del solito. Resa in vino inferiore alla media (sotto il 58%) denota estratti altissimi e vini possenti, per noi è una sfida. Tanta frutta nel bicchiere, poi a seguire confettura e spezie dolci.

Conclave e Campantuono sprigionano potenza ed eleganza. Tenori alcolici alti ma con straordinario controllo.

Abbinamento perfetto: brasati o formaggi stagionati. Vini perfetti anche a fine pasto.

Annata da ricordare la 2020 non solo per i vini che ci ha regalato, ma anche per la pandemia, un evento che ha cambiato il mondo e tutti i processi fino ad allora conosciuti. In vigna dopo un inverno mite, arriverà una primavera altrettanto mite con poche piogge e giustamente bilanciata da escursioni serali. L’estate siccitosa ed asciutta ci accompagna fino alla vendemmia sempre in assenza di piogge ed abbastanza calda.

Per le uve bianche si inizia la vendemmia il 7 settembre per quelle a bacca rossa il 9 settembre. I vini dai tenori alcolici medio /alti proseguono le fermentazioni per tutto il mese di settembre con non pochi grattacapi in cantina dato le alte concentrazioni zuccherine

Il vino bianco Memoriae esprime tantissima frutta al naso e ci concede un sorso equilibrato, fresco, armonico.

Opimiano e Conclave risultano vini complessi, balsamici e potenti.

Il Campantuono ci regala invece l’ennesima perla, che raggiungerà l’eccellenza dopo qualche anno in vetro. Avvolgente, bilanciato in perfetto equilibrio di potenza e freschezza.

Da abbinare a grandi formaggi.