Abbiamo creato per voi una piccola biblioteca virtuale

Vi racconteremo le annate che vanno dal 1999 ai giorni nostri. Crediamo nella forza del Falerno del Massico e nelle potenzialità del nostro territorio. Iniziamo il racconto dal 1999, anno in cui abbiamo cominciato a fissare appunti ed impressioni sui nostri taccuini.


Il 1999 è l’anno in cui ci affianca ad un enologo esterno. Inizia per noi un percorso diverso perché comincia a prevalere la volontà di imbottigliare seriamente tutta la nostra produzione. Così, con il dott. Nicola Trabucco – anch’egli alle prime armi – si comincia a sperimentare un nuovo modo di vinificare: innanzitutto uso totale dell’acciaio in cantina, poi conversione malolattica in barrique.

Partiamo però dalle vigne: quelle dei bisnonni tra gli 80/90 anni e 40 anni quelle piantate da mio padre.  Guarderemo non più  il profilo quantitativo, ma quello qualitativo. Si imbottigliano le prime 1.500 bottiglie grazie anche ad un’annata abbastanza calda, con poche escursioni termiche.

La vendemmia 1999 si presenta pulita e integra. Il colore del vino è scuro e complesso, impenetrabile. Per la prima volta sperimenteremo l’uso della barrique (che poi nel tempo abbiamo mitigato). Il profilo olfattivo è dolcemente balsamico. Le sensazioni gustative di: marasca, sottobosco, prugna e pepe.

La vendemmia 2000 è stata simile alla ‘99  e il vino segue l’ impronta qualitativa del predecessore.   L’estate è stata più calda e secca agli inizi, poi nella seconda parte è stata compensata da una maggiore escursione termica. Appena prima della raccolta un lungo periodo di piogge determina il risultato.

Resta l’idea di far esprimere il frutto, ma anche la tostatura della barrique (dai 6 mesi passiamo a 1 anno di affinamento). Il vino si presenta più poderoso al naso e più complesso al palato. Di buon tenore alcolico ma anche con una bella spalla acida.

Annata calda e siccitosa. Poche le escursioni termiche. Piove anche d’estate ma l’acqua è concentrata in pochi giorni sparsi e non fa danni. Vendemmia tra la metà e la fine di settembre.

Passiamo da un allevamento ad alberello appoggiato a filo con potatura a doppio cordone incrociato a  due esperimenti nuovi per il nostro territorio: il guyot e il cordone speronato (preferendo poi alla fine il primo).

La vendemmia è bellissima e l’uva è perfetta. Il vino segue questo naturale andamento climatico, è certamente una delle migliori prove fatte con Nicola Trabucco.

In degustazione il vino si presenta: rosso scuro, intenso. All’olfatto una iniziale fragola lascia poi il passo a mirtilli, ciliegia e mora. Presente lo stampo della tostatura delle barrique in rovere allier e never francese alla quale corrisponde una dolcezza tipica del primitivo fatta di confettura ed effluvi erbacei.  Ci abbineremo carni miste alla griglia e formaggi stagionati.

Annata difficile la 2002. Piovosa dopo una primavera calda. Specie nella seconda parte dell’estate le  forti precipitazioni segneranno le uve. Saremo costretti a una grossa cernita manuale durante la vendemmia. Poi però Il vino cambia le nostre aspettative.

Siamo ora affiancati da un nuovo enologo, che dall’Umbria scende per la prima volta in Campania. Il dott. Maurilio Chioccia, che darà prova di sé con questa difficile annata. Il vino inizialmente risulta più agile e snello, meno alcolico delle annate precedenti, ma avrà Il colore di un vivo rosso impenetrabile. I profumi, nascosti all’avvio si aprono poi con una felice lunga persistenza sulle note di frutta rossa, sottobosco, avvolti dalle note speziate di liquirizia e caffè. Il carattere vinoso dei primi anni poi scompare e lascia spazio ai  frutti di bosco e un finale fragrante con tannini morbidi e vellutati.

Da consigliare su arrosti misti.

Grande annata la 2003. E’ un anno caldo, un caldo da record. Assenza di piogge fin dalla primavera e fino a metà settembre. Vendemmia epocale cominciata il 25 agosto. In campagna ormai abbiamo scelto solo l’allevamento a guyot, naturale conseguenza dello storico alberello appoggiato.

L’ uva sarà  leggermente appassita su pianta. Il vino si presenta con un frutto potente, inizialmente fragola e ciliegia poi mora, tanta prugna, il tutto avvolto da sentori balsamici e di frutta candita che solo la notevole carica minerale riesce ad equilibrare.

Rubino dark con sottili pennellate granato. Anche la consistenza glicerica del vino è apprezzabile a vista. Un vino unico nella sua inconfondibile identità. All’assaggio ritroviamo il territorio e il varietale, il terreno vulcanico, l’esposizione a sud del Massico, i venti del mare che donano morbidezza a cui corrisponde una freschezza che pulisce il palato.

In bocca è concentrato, polposo, potente, con note balsamiche ed un interminabile finale di resina e cioccolato fondente. Da abbinare con arrosti di carni rosse, selvaggina e con formaggi stagionati .

Annata complessa. Una primavera piovosa e umida, continua a piovere molto anche a giugno.

L’estate siccitosa e assolata non riesce a far maturare le uve nel consueto periodo, anche per i ripetuti sbalzi termici la sera anche di 8 gradi. Le sporadiche grandinate a fine agosto e le piogge ci costringeranno a una maniacale selezione dei grappoli. Vendemmia tardiva, si inizia a fine settembre.

Il risultato è un vino austero di 14 gradi raggiunti con tenacia, un vino complesso e profondo.

Il rubino è denso, ma luminoso. Il profumo è fitto, minerale, che termina con cuoio, spezie, caffè.

Di minor struttura al palato del predecessore, ma molto elegante. Regge bene gli anni ed è destinato naturalmente ad invecchiare.

Annata buona a parte l’iniziale caldo anomalo e una epocale grandinata a giugno che distrugge un potenziale del 20% .

Poi estate caratterizzata da giornate calde e serate fresche, ventilate. A seguire nella seconda parte dell’estate buona quantità di precipitazioni, che posticipano la vendemmia di qualche giorno.

Ne seguirà un vino che appare già maturo con minori sensazioni di frutta, ma con rosa appassita e una carica speziata / minerale più evidente. La degustazione inizia con le sensazioni visive alle quali questa annata offre un tessuto cromatico complesso, dal rosso vivo rubino all’orlo porpora.

Anche la consistenza glicerica del vino è apprezzabile a vista. Un vino unico nella sua inconfondibile identità. All’olfatto si percepisce un profumo pulito nel quale troviamo oltre ai sentori di rose appassite: mora, fragola, amarena, aloe, fico d’india, confettura di frutti di bosco e un finale di spezie. All’assaggio, ritroviamo il territorio ed una morbidezza cui corrisponde un’esplosione di freschezza    ben calibrata. In bocca è concentrato, raffinato, polposo, rotondo, persistente. Si presenta immediato  ma  meglio degustarlo tra qualche anno.

Il 2006 è climaticamente complesso. Inizio al cardiopalma con anticipo di caldo intenso a maggio, poi freddi anomali tra fine maggio e inizi giugno, dieci giorni di piogge intense e leggere grandinate che però non fanno danni. Freddo di fuori stagione. Avremo però la fortuna di raccogliere le prime uve da un nuovo vigneto piantato nel 2002 in località S. Maria Boccadoro a circa 280 mt. s.l.m.

E’ certamente un dono della terra questa adattabilità delle uve alle diverse condizioni. Da un lato leggiamo le diverse sfumature dovute alle diverse annate, dall’altro le diverse declinazioni dovute al terroir. Passando alla degustazione ne risulta: potenza, mineralità, il livello qualitativo è alto.

Giunge nel calice con una veste di profondità estrema, vira sul rosso rubino intenso impenetrabile. Naso espressivo di prugna appassita e ciliegia nera, finocchietto selvatico, amarene e note di grafite. Agile, potente e muscoloso, ma meraviglia la sua prontezza ed il finale balsamico. Ne conserviamo gelosamente ancora qualche bottiglia nelle grotte in tufo a 13 mt. di profondità sotto il casale patronale.

Perfetto l’abbinamento con faraona ripiena al forno.

Clima anomalo. Inverno caldo e primavera piovosa accelerano il processo vegetativo della pianta. Poi assenza di piogge da fine maggio. Prima decade di giugno abbastanza fresco poi inizio di caldo intenso  fuori norma che tocca punte da record, poca l’escursione termica. Molta umidità a fine agosto.

Maturazione anticipata di circa 15 gg. Ne uscirà però un gran bel vino: netto, pulito, caldo,armonico. Suggestivo il colore rosso vivo che denota  freschezza . La degustazione procede senza esitazione. Netti ed evidenti i profumi di frutta rossa ,fiori appassiti, grafite, grande esplosione di frutta matura sottospirito: amarene e prugna, ribes. Il tutto condito da spalla acida equilibrata e precisa, anche se appare più nervosa nei primi anni. Condizione questa assolutamente necessaria a supportare l’evoluzione in bottiglia. Nel complesso ci rappresenta quindi una predisposizione ad un lungo invecchiamento. Lo abbiamo provato dopo anni e mantiene benissimo il tempo.

Consigliato su brasati e formaggi stagionati.

Inverno mediamente piovoso con estate calda /mite e settembre abbastanza afoso / caldo.

La maturazione delle uve procede con costanza e decisione. Si vendemmia a metà settembre, l’uva è sana.

Il vino che ne consegue svetta sui 15 gradi  pieni, è rotondo, armonico, sa di frutta rossa matura, è già pronto alla beva da subito. Non avrà una complessità come la 2007, ma si fa supportare bene da freschezza e tannini setosi. Si evincono nettamente spezie complesse, grafite, frutti di bosco.

Ottimo l’abbinamento con la pasta al forno, ragù napoletano, carni rosse, selvaggina.

Primavera mediamente piovosa con temperature miti.

Condizione che  ha fatto germogliare le viti una decina di giorni prima rispetto all’annata 2008, tale anticipo si è mantenuto anche nelle successive fasi vegetative.

Estate mediamente siccitosa e piovosa, con ripresa della pioggia al 10 settembre a settimane alternate. Data la poca quantità di uve decidiamo di non far uscire il Campantuono, dando spazio alla seconda etichetta  Conclave, figlia di vigneti più giovani.

Il vino ha sfruttato al meglio la lunga permanenza dell’uva sulla pianta, che ha consentito così una completa maturazione. Questo porta oggi a degustare un vino dichiaratamente giovane, che però ha ben presenti tutte le caratteristiche aromatiche.

Degustandolo  il 2009 sembra consigliare ancora qualche anno prima di provare a stappare qualche altra bottiglia dello stesso anno. Le note erbacee predominano e danno un chiaro segno della volontà di questo vino a sviluppare in bottiglia una piena maturità negli anni.

Si consiglia di abbinarlo a cacciagione, lepre ,formaggi ben stagionati.

La stagione invernale 2010 è risultata particolarmente umida e piovosa con temperature nelle medie.

Successivamente anche la primavera è risultata particolarmente umida e piovosa con temperature in linea con quelle del periodo climatico.

In estate e nella prima decade di settembre Il sole e le alte temperature non sono mancate, animate  però anche da venti freschi durante le ore serali e intervallati da qualche pioggerellina. Poi a Settembre le piogge hanno portato ad un allungamento dei tempi di maturazione su zone più tardive e in pianura.

La salute delle uve però ha consentito di conservare a lungo l’uva sulla pianta. Si vendemmia verso il     12/14  settembre.

Il vino si presenta elegante di color porpora impenetrabile. Al naso si apre con aromi di sottobosco  e di affumicato poi seguono sentori di tabacco e pepe, fiori appassiti, grafite, marasca, cannella, tabacco di pipa.

Soprattutto le Note di amarene mature, prugna, tabacco e cuoio le ritroviamo poi al palato. Finale lunghissimo temperato da fitti tannini setosi e cacao amaro.

Da abbinare su costata di maiale al forno.

Il 2011 si concede solo con la seconda etichetta Conclave.

Figlio di vari vigneti, negli anni sta assumendo una connotazione personale che lo avvicina sempre più al fratello maggiore.

Splendida estate, assolata, calda al punto tale da far vendemmiare già agli inizi di settembre anche se inverno, primavera e inizio estate sono stati molto piovosi, soprattutto a metà giugno. Poi più niente, la pioggia mancherà da metà luglio fino a settembre.

La temperatura sale seriamente  a metà agosto e si manterrà  molto alta e afosa fino al 25 settembre,  determinando, con l’inevitabile calo notturno un’ottimale escursione termica.

La vendemmia si avvia il 7 settembre. L’andamento umido della seconda decade di agosto rende meno agevole l’integrità delle bucce e per questo selezioniamo molto le uve. Le notevoli escursioni  termiche hanno contribuito a determinarne eleganza ed equilibrio.

E’ un rosso cupo, denso, con espressione giovanile contenuta sull’orlo più estremo. Il profumo è netto, balsamico, incisivo e complesso. Si svela nelle sue varianti durante l’ossigenazione nel bicchiere. Ad ogni approccio è sempre più complesso. Lungo e vivace, non stanca mai la degustazione. L’amarena e la prugna sono sempre presenti insieme ad una lingua erbacea e di spezie fini.

Inverno mite fino agli inizi di febbraio, quando una eccezionale ondata di gelo investe tutta l’Europa e fa nevicare leggermente anche da noi. Finale d’inverno piuttosto siccitoso ancorché freddo. Marzo caldo. Aprile freddo pungente. Maggio piovoso e fresco. Giugno avvio instabile. Il 20 giugno scoppia l’afa.

L’estate è calda afosa ma anche piovosa ed instabile, molto instabile. Un’annata così complessa sotto il profilo climatico porta a una vendemmia leggermente tardiva per consentire la corretta maturazione delle uve. Grande è la cernita in vigna, la resa è bassa circa al 40%.

Preferiamo uscire ancora soltanto con l’etichetta CONCLAVE. Si vendemmia in due tappe: 8/9/10 settembre e poi 19/25 settembre, intervallando i tagli durante le piogge.

Il vino però che ne uscirà – figlio di queste micro vendemmie – ci darà grandi soddisfazioni, il lavoro serrato in vigna si nota e si sente la leggera sur-maturazione degli ultimi tagli.

Il colore del CONCLAVE 2012 è quello di sempre: rosso cupo, ma con orlo granato.

Panorama aromatico ampio che va dai frutti di bosco alle note balsamiche della resina con picchi speziati e una presenza vegetale, dopo essere stato ossigenato nel bicchiere poi tanta frutta candita, spezie orientali, dattero. Morbido al punto giusto con immancabile nota erbacea tipica delle annate fresche , spina dorsale  utile a mantenere la giovinezza del vino.

L’annata della vendemmia 2013 è segnata da una stagione climatica dominata dalle piogge: invernali, primaverili ed estive.

Arriviamo a metà luglio con una consistente riduzione del carico di uve anche se non importante come l’annata precedente.

Agosto fortunatamente è caldo, le uve hanno potuto beneficiare del sole per concentrare gli zuccheri in maniera ottimale. Il vino sta evolvendo velocemente in bottiglia regalando belle sensazioni ad ogni nuovo assaggio.

La caratteristica principale é la prontezza espressiva ed aromatica  principalmente orientata sui sentori dei frutti a bacca rossa con intrusioni aromatiche nel fresco e balsamico sottobosco.

Questa annata si fa notare per un corpo prorompente, indice della  volontà di supportare  un buon  invecchiamento. Frutta e spezie sono bilanciate bene , prevale il muscolo che dona profondità.

Anche il millesimo 2014 è segnato dalla pioggia.

Malgrado l’inverno sia mite nelle temperature, non lo è altrettanto nelle precipitazioni che sono insistenti e consistenti specie per tutto il periodo vegetativo non arrendendosi né alla primavera e neppure all’estate.

Solo gli inizi di Agosto segneranno una tregua consentendo la corretta maturazione delle uve. Si scende in vigna più e più volte per governare uva e vegetazione al fine di sfruttare al meglio l’energia solare disponibile, con una paziente cura delle piante.

Vendemmiamo a fine settembre con un’ importante cernita delle uve.  Il vino 2014 a dispetto della stagione piovosa si presenta alle prime degustazioni: caldo, solare, ricco e granitico nella sua consistenza. I frutti polposi e neri, sono quelli di bosco con note balsamiche/erbacee e mentolate.

Affascinante l’equilibrio tra le componenti acido/tanniche e quelle morbide/fruttate del suo corpo. La persistenza è lunga, elegante al retrogusto.

Vino abbinabile a carni miste, alla griglia, agnello, formaggi stagionati.

L’ annata 2015 è caratterizzata dal caldo particolarmente intenso nel mese di luglio e dalle scarse precipitazioni.

Un clima ottimale per produrre uva sana, pulita, croccante. Torna il Campantuono e si presenta alla vista un rosso granato denso e compatto, al limite dell’impenetrabile. La ricchezza delle note olfattive si evidenzia scoprendosi nelle sue varianti ad ogni successivo passaggio nel calice.

L’aroma è quello classico, ma c’è tanta materia. L’alcol per la prima volta svetta sui 17.5 gradi, l’estratto secco totale è da urlo. Al naso è colmo di eleganti note di: ciliegia nera, fiori appassiti, sottospirito, confettura di amarene, scorza di arancia.

Al palato la sensazione è di un vino materico, polposo, ricco. Le note fresche rappresentate dalla elegante acidità creano la struttura di questo sontuoso vino per meglio bilanciarne l’armonia.

Nonostante la giovinezza (è vino da dieci e più anni di invecchiamento), l’equilibrio dimostrato è notevole. Le lunghissime sensazioni finali e retro-gustative sono soddisfacenti ed appaganti.

Un gran vino per palati forti ed esigenti. Abbinamento con conciato romano.

L’annata 2016 è già da incorniciare come grande annata, eppure non nasce con tutti i favori.

Un inverno freddo e una primavera piovosa hanno determinato una prima struttura. Un termine di paragone può essere l’annata 2015, ma questa è decisamente più imponente perché di maggiore equilibrio. L’estate si presenta inizialmente calda, ma successivamente muta e arrivano pioggia e umidità che compromettono alcuni acini. Una partenza svantaggiata questa, difficile da affrontare per chi – come noi –  vuole sempre preservare il frutto. Vendemmia in due tempi: partenza a metà settembre con accurata e maniacale cernita delle uve, prima le turgide poi le semi appassite.

Ne consegue un vino dal colore intenso e impenetrabile, vivido e brillante. Il naso è opulento, potente, succo di mirtilli, confettura di prugne e scia minerale, alloro, thè verde ed echi terrosi.

Al palato mostra una progressione gustativa impressionante, che coniuga rotondità materica e glicerica e guizzi di freschezza con una spiccata vis alcolica.

La persistenza è lunghissima sia al naso che alla bocca.

Finale di cioccolata fondente al 70%. Un vero campione, figlio di un gran lavoro in vigna.  Abbinamento con agnello, cacciagione, brasati,conciato romano.


L’annata 2017 chiude il cerchio delle 3 annate super: 2015 /2016 / 2017. E’ anch’essa già da incorniciare come grande annata.

Un inverno rigido, una primavera bilanciata e un’estate torrida hanno contribuito a una vendemmia calma senza scossoni, senza perturbazioni.

Le uve sane, croccanti e leggermente appassite hanno poi creato il vino muscoloso che siamo abituati a bere negli ultimi anni. Massa glicerica, alcol, struttura da record. Il vino si presenta nero, rotea con fierezza nel bicchiere, è materico e lascia una lacrima polposa. Al naso è pulito sa di: cannella, arancia sanguinella, frutti concentrati, amarene sotto spirito, datteri, fichi, ribes, marmellata di mirtilli e more, ciliegia scura e succosa. In  bocca è equilibrato come non mai.

Glicerina, morbidezza, freschezza e tannino sono fusi bene tra loro e inondano la bocca in modo equilibrato, come una pedalata potente ma precisa. Lunghezza da record. Un vino che si lascia  scordare per anni in cantina e aprire in una grande occasione.

Abbinamento consigliato: ancora giovane con carni rosse e primi importanti come il ragù napoletano, dopo qualche anno: agnello, brasato, formaggi molto stagionati.